Once upon a time there were three bears






"Once upon a time there were three bears" was the beginning of all the fairy tales that my father used to tell me when I was a child.
I spent my childhood and adolescence imagining a place where I could live one day and I could feel safe.

A place where I can be myself, without feeling wrong, in danger or out of place.
In this work, I collected images of my daily life inside the house that I have searched for a long time, after having lived in dozens of places, and where I choose to live.

Each image tells a moment of my day, which I wanted to represent as if they were residues of the day, like when we dream at night.

I believe that the search for a safe place is simultaneously the search for a way to put together beautiful and ugly memories, conflicting emotions, all in the same space within us. And in the end try to make all our parts coexist.


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“Once upon a time there were three bears” era la frase con cui iniziavano quasi tutte le fiabe che mio padre mi raccontava da bambina. Il racconto che preferivo era quello di Goldilocks e dei tre orsi. Goldilocks nella casa degli orsi cerca una sedia adatta su cui sedersi, una scodella di pudding per lei, ma con esiti a volte frustranti.

Ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza immaginando un luogo dove potessi vivere un giorno e sentirmi sicura.
Un luogo dove poter essere me stessa, senza sentirmi sbagliata, in pericolo o fuori posto.

In questo lavoro raccolgo immagini della mia quotidianità all’interno della casa che ho cercato a lungo, dopo aver vissuto in decine di luoghi, e dove ho scelto di vivere. La serie è composta da 4 immagini realizzate all’interno della mia casa. Sono state scattate nel corso di una giornata, cogliendo dettagli quotidiani. Ogni immagine racconta un momento, situazioni che ho voluto rappresentare come fossero dei residui del giorno, come quando si sogna di notte.

Credo che la ricerca di un luogo sicuro, sia contemporaneamente la ricerca di un modo per mettere insieme ricordi belli e brutti, emozioni contrastanti, tutti nello stesso spazio dentro di noi. E alla fine tentare di far coesistere tutte le nostre parti.