My non-place




"The experience of the non-place is today an essential component of any social existence."

(Marc Augé)

Every day we live in spaces without an identity such as elevators, shopping malls or trains: we go through non-places.
This research wanted to focus on what happens when the non-place, as Augé says, "will be for a long time, perhaps forever, our home."

If identity is also and above all constructed in the relationship with the other, when someone loses the ability to be-with, he or she finds oneself living in intimate places that tell about our emptiness and incommunicability with the outside world, in a still present and infinite. That state of stillness, of an endless time, can become a psychic non-place where it is possible to recognize an emotional experience and to rework it.

From a painful emotional intimacy, a new intimacy made of acceptance and tolerance for our frailties can arise just when we open ourselves to the relationship with ourselves and with others.


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"L'esperienza del nonluogo è oggi una componente essenziale di ogni esistenza sociale." 

(Marc Augé)

Ogni giorno noi abitiamo spazi privi di un'identità come gli ascensori, i centri commerciali o i treni: attraversiamo dei nonluoghi.

Questa ricerca si è voluta focalizzare su cosa accade quando il nonluogo, come spiega Augé, "sarà per molto tempo, forse per sempre, la nostra casa."

Se l'identità si costruisce anche e soprattutto nella relazione con l'altro, quando si perde la capacità di stare-con, ci si ritrova ad abitare luoghi intimi che raccontano il nostro vuoto e l'incomunicabilità con il mondo esterno, in un presente fermo e infinito. Quello stato d’immobilità, di un tempo senza fine, può diventare nonluogo psichico dove è possibile riconoscere un vissuto emotivo e rielaborarlo.

In realtà da un’intimità emotiva dolente, può nascere una nuova intimità fatta di accettazione e tolleranza per le nostre fragilità proprio quando ci si apre alla relazione con se stessi e con gli altri.